Alla fine, gira e rigira, questa è la domanda che molto banalmente ci facciamo tutti ormai da un po’.  Per capire, però, come impatterà sul mercato del lavoro l’arrivo dell’intelligenza artificiale evoluta, conviene dare uno sguardo a quello che sta succedendo nell’industria delle traduzioni.

Articolo del Messaggero del 15 febbraio 2023:

La traduzione è considerata infatti dagli esperti di intelligenza artificiale il settore più complicato per una macchina e nel mondo dell’AI sono in molti a ritenere che risolvere il problema della traduzione linguistica avvicinerà alla cosiddetta Artificial general intelligence (Agi). Non dovrebbe mancare molto: secondo Translated, leader oggi nei servizi linguistici supportati dall’intelligenza artificiale e tra i principali provider di traduzioni del mondo, entro il 2027 le macchine tradurranno meglio degli umani.  La svolta è arrivata con il software proprietario di traduzione automatica neurale adattiva, ModernMT, che unisce la traduzione umana con quella meccanica. «Abbiamo calcolato, analizzando due miliardi di testi tradotti dalle macchine in undici anni, che entro il 2027 si arriverà alla singolarità dell’intelligenza artificiale nella traduzione». Ovvero? «Tra cinque anni le macchine tradurranno meglio degli umani. A quel punto l’AI fornirà una traduzione che l’uomo dovrà correggere solo il minimo indispensabile».

Le mie ansie

A me sinceramente questa sorta di data di scadenza mi mette ansia perché è molto vicina. Come la “fine del mondo” predicata dai Testimoni di Geova o il Millennium Bug (che poi per fortuna non ci fu)! Se ciò fosse vero, i traduttori come li intendiamo oggi che fine faranno? Perderanno il lavoro, dovranno cercare un’altra collocazione professionale? Non sarà per loro difficile, soprattutto per quelli che hanno raggiunto già una certa età, reinventarsi?

Secondo Translated

L’articolo proseguiva riportando il parere del direttore di Translated, secondo il quale questo inevitabile progresso tecnologico non causerà una diminuzione del guadagno dei traduttori o addirittura la loro completa sostituzione da parte dell’AI, al contrario i traduttori (o meglio i post-editor) guadagneranno anche di più perché impiegheranno sempre meno tempo a correggere il sempre più piccolo numero di errori della macchina riuscendo così a produrre un maggior numero di testi tradotti. Sarà davvero così?

E voi?

Che dire, a me la paura e l’ansia rimangono. Voi cosa ne pensate?

 

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